Tra Zappa e Beethoven, chiude il Rome Chamber Music Festival

Valentina Ciardelli Scheldhofen

La serata di chiusura del Rome Chamber Music Festival 2021 – all’Auditorium Conciliazione di Roma il 25 novembre – sarà all’insegna della contaminazione e dell’unicità, in un incontro storico tra Frank Zappa e la musica da camera. Da un lato il genio di Frank Zappa e dall’altro quello di Ludwig Van Beethoven, in una serata che celebra l’immortalità della musica in tutte le sue forme.

La serata si aprirà con il Concerto per pianoforte n. 4 in sol maggiore, op. 58 arrangiato per pianoforte ed il Quintetto d’archi di Beethoven, ricostruito da Hans-Werner Küthen dal manoscritto inedito, con al pianoforte Andrea Lucchesini, coach di questa edizione.

A seguire Bob Lennon  giovane artista dell’hip hop proveniente dalla Georgia – che sarà a Roma per la prima volta con le sue sonorità contemporanee, venate di reggae e melodia.

La serata si chiuderà con l’omaggio a Frank Zappa con Luca Sanzò alla viola e al contrabbasso Valentina Scheldhofen Ciardelli – profonda conoscitrice del geniale compositore americano – di cui ha iniziato a trascrivere e arrangiare la musica all’età di 11 anni. A distanza di 50 anni dalla pubblicazione di Fillmore East – June 1971, spettacolare album live del gruppo The Mother of invention di Zappa con la partecipazione straordinaria di John Lennon e Yōko Ono, il Rome Chamber Music Festival affida così la chiusura di questa inedita edizione invernale regalando al suo pubblico le più inaspettate contaminazioni.

Robert McDuffie

«Per noi è fondamentale abbattere l’idea che la musica classica sia un oggetto d’antiquariato e quindi cerchiamo di fare accostamenti che potrebbero sembrare azzardati, ma che invece comunicano lo spirito che ci anima». Spiega Robert McDuffie. «Quest’anno il grande Beethoven è insieme a Bernstein, che ho conosciuto e frequentato, un genio che mi ha influenzato profondamente. Frank Zappa corona i nostri sforzi perché la sua accurata formazione musicale non lo ha trasformato in uno zombie della musica colta (diceva lui così), bensì gli ha permesso di comunicare con il mondo del pop in maniera intelligente, ironica e libera. Questi sono i valori in cui crediamo».

(Foto di Elena Mancini)

Pubblicato da gossipgirl

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