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Niky Marcelli: “Sono innamorato di Sara e Care!”

Niky Marcelli

E’ uno degli scrittori d’avventura di cui sentiremo ancora parlare a lungo. Con il suo romanzo La Contessa Rossa ha incantato il pubblico, facendolo innamorare di Sara e Care, le protagoniste, che adesso ritornano nel secondo volume della saga, intitolato I Misteri di Hatria.

Lui è lo stiloso Niky Marcelli, che abbiamo raggiunto a Cesenatico, sua patria d’elezione e teatro di gran parte della saga della Contessa Rossa, dove sta passando qualche giorno di convalescenza dopo un piccolo intervento, coccolato dagli amici del Grand Hotel Da Vinci.

Niky, possiamo dire che “squadra vincente non si cambia”?

Diciamolo pure! Anche perché non sono solo i lettori ad essersi innamorati dei personaggi della Contessa Rossa. Li amo soprattutto io e, quando ne sto troppo lontano, mi prende una vera e propria una crisi di astinenza.

Questa volta, Sara e Care sono alla ricerca di una città sommersa. Come ti è venuta l’idea di un’Atlantide nell’Adriatico?

Per la verità, stando alle leggende, un’Atlantide da queste parti esisterebbe davvero. O forse addirittura due! Quando mi sono messo a cercare uno spunto per la seconda avventura della Contessa Rossa, infatti, mi sono imbattuto nella leggenda di una città sommersa leggermente più a sud: tra Cattolica e Gabicce. La città, a seconda delle fonti – e per questo dico che potrebbero essere anche due – viene identificata come Valbruna o come Conca – Crustumium. Per esigenze letterarie, l’ho spostata più a nord, circa all’altezza di Cesenatico, e più ad est. Diciamo, grossomodo al centro dell’Adriatico tra l’Italia e la Croazia.

Facendola diventare l’isola di Hatria di cui parli nel nuovo romanzo…

Esattamente. E anche in questo caso, c’è un riferimento alla storia. Ovvero, nel decimo secolo avanti Cristo, sulle sponde dell’Adriatico sorsero contemporaneamente due città di nome Hatria. Una sulle coste dell’attuale Veneto e una su quelle abruzzesi. Sono le odierne Adria e Atri. Di Adria si dice anche che da lei derivi il nome del mare Adriatico. Furono fondate, a quanto sembra, da una popolazione illirica devota ad un dio di nome – sempre a seconda delle fonti – Hatrano, o Hatranus. Tra  l’altro, nome anche del dio siculo della guerra, noto anche come   Adranos o Adranus, cui sarebbe dedicata la città Adrano in provincia di Catania. Ma questa è un’altra storia che non è detto che Sara e Care non affrontino in una delle prossime avventure.

Tornando all’Hatria letteraria, ho immaginato quest’isola spazzata via da un cataclisma e due gruppi di profughi che approdano in due punti diversi della costa italiana edificando due nuove città e lasciando tracce che, secoli dopo, condurranno le protagoniste del romanzo in fondo al mare. Ma non voglio dire di più per non – come si dice oggi – spoilerare il libro.

Immagino che ti sarai dovuto documentare con la tua solita cura…

Non me ne parlare! Ti confesso che, in origine, volevo evitare di faticare troppo. Per questo ho cercato tra le leggende dell’Adriatico: per lasciare più campo alla fantasia e meno all’esigenza di un’accurata documentazione.

E invece?

E invece l’esatto contrario! Mi sono trovato in un vero casino! Ho dovuto studiarmi a fondo, oltre alle leggende, anche la storia e i costumi degli illiri. In più, svolgendosi tre quarti del romanzo sott’acqua ed essendo io digiuno di immersioni, oltre a dovermi documentare abbastanza approfonditamente su tutto quello che concerne mezzi di ricerca subacquei, minisub, batiscafi, droni, eccetera; ho dovuto chiedere aiuto e consulenza all’ASSO – l’Associazione di Archeologia e Speleologia Subacquea – e al suo Direttore Generale Mario Mazzoli, che mi ha fortunatamente seguito passo passo e dato tutte le “dritte” per non scrivere boiate.

Come l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per La Contessa Rossa…

Sia sempre lodato l’Opificio! E’ stato fondamentale per il primo romanzo della saga, così come, per questo,  sono stati fondamentali l’Asso e il professor Luigi Cipolloni dell’Istituto di Medicina Legale di Roma, che mi ha spiegato come eseguire un’autopsia. Almeno sulla carta!

Parliamo di Sara e Care, le tue eroine. E’ vero che sono ispirate a due tue amiche?

Assolutamente sì! Si chiamano Sara e Anna – detta Care – anche nella vita reale, sono due mie carissime amiche di Cesenatico alle quali sono legatissimo e che considero, ovviamente, le mie Muse. Le protagoniste della saga della Contessa Rossa sono costruite pezzo per pezzo su di loro. Cucite loro addosso come un capo d’alta sartoria, oserei dire. Sia dal punto di vista fisico che caratteriale. Persino Care, che essendo “la giornalista” è quella che – nel personaggio – mi somiglia di più e nella quale ho riversato in misura maggiore dei lati autobiografici, in realtà condivide molti di questi aspetti anche nella realtà. Quasi fossimo gemelli astrali o parenti stretti che si sono frequentati da sempre.

Magia della letteratura!

La letteratura è magica a prescindere, come direbbe Totò.

Stai già lavorando alla terza avventura della Contessa Rossa?

Confesso di essermi preso una pausa. Sto lavorando ad un romanzo di tutt’altro genere – nelle intenzioni, fondamentalmente umoristico – che avevo iniziato e poi messo da parte una decina di anni fa. Però ho già quasi tutto il materiale di documentazione per la nuova avventura di Sara e Care e ho intenzione di studiarmelo e iniziare a delinearne l’impalcatura nel corso dell’estate. Ti anticipo che, questa volta, torneremo nelle location del primo volume: Cesenatico e le Dolomiti.

Cesenatico c’è in tutti i romanzi della saga, finora…

E certo, Cesenatico è nel mio cuore e nella mia mente, oltre che nei miei libri.  E’ irrinunciabile. Come è irrinunciabile il Grand Hotel Da Vinci, ormai a buon titolo nel novero dei coprotagonisti.

(Foto di Simona Poni)

Lo scrittore a passeggio sulla spiaggia di Cesenatico.
La copertina della nuova avventura della Contessa Rossa.
Niky Marcelli con Anna – Care, una delle sue amatissime e splendide Muse.
Il Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico, teatro delle avventure della Contessa Rossa.
“La Contessa Rossa”, il primo romanzo della fortunata saga.
Dandy a bordo del suo peschereccio

 

Pubblicato da gossipgirl

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