La pandemia è finita o no? Nel dubbio, beviamoci su!

Il “Green Pass” proposto da Metropolita.

Era il 13 maggio 1806 quando la parola “cocktail” venne usata per la prima volta in un tabloid americano dedicato agli spirits. E proprio in onore del suo lontano e ufficiale debutto nel mondo del bere, il 13 maggio si celebra il World Cocktail Day tornando finalmente al bancone del bar  dopo due anni restrizioni che non hanno, però, messo in dubbio le nostre certezze. Tra queste c’è Metropolita – il cocktail bar davanti al Ponte della Musica a Roma – che ha saputo reinventarsi in modo sempre convincente, dall’aperitivo anticipato al window bar (postazione per l’asporto che continua a essere operativa) al brunch e alle tapas per accompagnare i drink tra i quali, per sdrammatizzare le nuove modalità di fruizione rese obbligatorie anche nel settore food and beverage, è stato introdotto Green Pass. Sedotti dal naming incredibilmente attuale e dall’appeal romano con l’uso del guanciale applicando la tecnica di fat washing, questo long drink dal colore ovviamente “speranza” è stato tra i più bevuti dell’ultima carta studiata dal bar manager Giovanni Badolato: per esorcizzare il periodo, in cui è decaduto anche l’obbligo di mostrare la Certificazione verde attestante l’avvenuta vaccinazione, l’unico Green Pass che sentirete nominare tra i tavoli di questo salotto sarà il signature dal sapore fresco e “bruciato”, con mezcal al guanciale, tequila e succo di mele verde. L’abbinamento consigliato dalla cucina è un mix & match di sapori tra Italia e Messico preparato espresso sottoforma di tapa: guacamole con pico de gallo, tortilla di mais e fonduta di Parmigiano Reggiano Dop.

Gli interni di Metropolita.

 

Pubblicato da gossipgirl

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