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Cesenatico, la Saint Tropez della Romagna!

 

Una splendida immagine del Porto Canale di Cesenatico.

Il suo Porto Canale è stato ridisegnato da Leonardo da Vinci, e proprio da una delle sue banchine, nella notte tra l’1 e il 2 agosto del 1849, GiuseppeAnita Garibaldi, in fuga dai francesi, salparono con un pugno di valorosi per correre in aiuto di Venezia assediata dagli austriaci.

Questo dovrebbe far capire subito che Cesenatico non è solo un piccolo borgo di pescatori. E non è nemmeno – come credono purtroppo in molti – una specie di “satellite” che ruota intorno alla movida crassa delle vicine Rimini e Riccione, quasi che la splendida riviera romagnola si riducesse solo a discoteche e locali da… sballo!

Cesenatico, al contrario, è una bellezza discreta ma in grado di stregare. Una perla sulle sponde dell’Adriatico – per altro, “bandiera blu” da almeno un decennio – che la scrittrice Maria Cristina Maselli ha recentemente definito “la Saint Tropez della Romagna”.

Un altro scorcio di Cesenatico.

Certo, con il tempo è diventata una cittadina di media grandezza e le splendide ville liberty dei primi del Novecento – mercé anche i bombardamenti dell’ultima guerra – hanno in gran parte ceduto il posto a palazzi meno affascinanti, ma addentrandosi tra le sue vie si possono scoprire ancora molti edifici storici splendidamente restaurati e il suo piccolo ma ben conservato e coloratissimo centro storico, sulle rive del Porto Canale, letteralmente costellato di localini chic e ristoranti spesso e volentieri “stellati”, dove i battelli d’epoca dalle coloratissime vele al terzo convivono in perfetta armonia con più moderni pescherecci, possiede un fascino un po’ retrò che continua ad ammaliare scrittori e artisti.

Non solo quelli che hanno avuto l’impagabile fortuna di nascere all’interno dei suoi confini o negli immediati dintorni, come Marino MorettiFerruccio Benzoni Gemma Bolognesi, piuttosto che Alessandro Schiavi e il Re del Liscio Raul Casadei, solo per citare i più noti, ma anche i molti che l’hanno scelta per viverci o anche soltanto per trascorrervi i mesi estivi.

Raoul Casadei

I più famosi sono senz’altro Dario Fo Franca Rame, che nella loro casa di Sala, nell’entroterra cesenaticense, hanno scritto la maggior parte delle loro opere e proprio a Cesenatico, nell’agosto del 2016, Fo ha scelto di inaugurare la sua ultima fatica terrena: una mostra su Charles Darwin.

Dario Fo, Franca Rame e Renato Pozzetto a Cesenatico negli anni ’60

Ma anche l’irriverente scrittore, sceneggiatore e artista Tinin Mantegazza, pur essendo ligure di nascita, ha preferito vivere a Cesenatico perché – dice – “la gente è più simpatica”.

Tinin Mantegazza con la sua creazione forse più famosa: Dodo dell’albero azzurro.
Marino Moretti sul Porto Canale.

Se a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento la casa di Marino Moretti sul Porto Canale ospitava Corrado Govoni, Alfredo Panzini, Renato Serra Grazia Deledda – che pur essendo sarda preferiva trascorrere l’estate nella vicina Cervia – tra gli anni Cinquanta e Settanta, grazie anche alla lungimiranza dell’allora sindaco Primo Grassi, il colorato e pittoresco borgo di pescatori divenne una delle “mecche” della Dolce Vita. Una vera e propria “Sain Tropez”, appunto!

Tra le sue vie si potevano incontrare, oltre ai già citati Fo e Rame, anche Renato Pozzetto, Walter Chiari, Gino Bramieri, Renato Rascel, Sandra Milo, Gianni Rivera, Lina Volonghi, Paolo Ferrari. 

Gino Bramieri a pesca nell’Adriatico.
Walter Chiari e Sandra Milo
Renato Rascel sul Porto Canale alle prese con una canna da pesca.
Una serata di “pesca alla tratta”. Si riconoscono Lina Volonghi, Dario Fo e Franca Rame.

Tutti i più grandi artisti dell’epoca, da Vespignani, Zigaina, Aligi Sassu, Guerreschi, Santi Migneco, Zancanaro, Treccani, Renato Guttuso, Sughi  esponevano le loro opere alla galleria d’arte Bragozzo di Luciano Caldaro. Si parlò addirittura della creazione di un “Villaggio degli Artisti” e il Comune destinò allo scopo centomila metri quadri divisi in lotti da dare in concessione a pittori, scultori e scrittori affinché “mettessero radici” a Cesenatico anche solo per qualche settimana all’anno.

Nel 1975, un altro figlio di Cesenatico, Arnaldo Magnani, trasferitosi negli Stati Uniti e diventato uno dei paparazzi più famosi del mondo, fu consigliato dal suo amico Andy Warhol di aprire in Italia, nella sua città, un locale “pop”.

Arnaldo Magnani

Nacque così il Cafè degli Artisti, il locale più “americano” di quella striscia di terra che sta “tra la via Emilia e il West”, un vero museo di memorabilia dove si possono trovare – tra l’infinità di altri reperti che farebbero l’invidia di qualsiasi collezionista – le chitarre dei Rolling Stones e di Bruce Springsteen piuttosto che i guantoni e gli stivaletti da ring di Mohamed Alì. Un ritrovo che non è solo “bar”, non è solo “museo”, ma anche fucina di mille iniziative. Un crogiolo di idee che non finisce mai di stupire.

Un angolo del Cafè degli Artisti con le tipiche “spine” nei motori Harley Davidson.

Ma non sono solo le arti a fiorire nel piccolo borgo di pescatori: Cesenatico ingrossa da sempre anche le fila dei campioni dello sport.

Il più famoso di tutti è senz’altro il pirata Marco Pantani, ma hanno avuto i natali nella “Saint Tropez romagnola” anche Paolo Sacchetti, Alfiero Agostinelli, Pio Caimmi, Dalia Muccioli Pasquale Fanesi.

Marco Pantani

Senza contare quelli che hanno deciso di viverci, come Alberto Zaccheroni, e quanti la scelgono per passare una vacanza tranquilla, magari tra le mura dorate del lussuoso Grand Hotel Da Vinci che, dal 2013, anno della sua inaugurazione, ha contribuito sensibilmente a riportare Cesenatico tra le tappe del “Gran Tour”

Alberto Zaccheroni
Berico all’opera nel suo atelier.

Oltre ad artisti e intellettuali – per così dire – “stanziali”, come il già citato Mantegazza, il poliedrico Enrico “Berico” Bertolini e la fotoartista Marina Carlini che vi risiedono stabilmente, e lo scrittore e giornalista Salvatore Giannella che vi passa molti mesi all’anno, in questi ultimi tempi le sue strade si sono nuovamente popolate di personaggi del jet set. Da Keanu ReevesTim Robbins, dal Premio Oscar Roberto Benigni che ha acquistato un villino liberty a pochi metri dal molo, alla cantante Noah, a Ilenia Lazzarin. Avvistati a zonzo sul Porto Canale anche Filippa Lagerback Daniele Bossari.

Ilenia Lazzarin
Keanu Reeves a spasso per il Porto Canale
Tim Robbins a Cesenatico con Dario Fo.
Filippa Lagerback e Daniele Bossari a spasso sul Porto Canale.

Avvistati in più occasioni anche Katherine Kelly LangLigabue, Ermal Meta, Valentino Rossi, Mogol, Massimo Giletti, Roberta Beta, Andrea Dovizioso.

Katherine Kelly Lang fotografata davanti al Grand Hotel Da Vinci.

Recentemente, si è fatto vedere per le strade di Cesenatico anche il cantante norvegese Erlend Oye dei Kings of Convenience, che ha voluto visitare lo splendido Museo Storico della Marineria. 

Erlend Oye al Museo della Marineria in compagnia del sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli.

Trascorre le sue estati sul Porto Canale anche lo scrittore Niky Marcelli, talmente innamorato della cittadina romagnola da aver ambientato nelle sue strade i suoi ultimi tre libri e – a quanto racconta in giro – anche i prossimi. Sempre ospite fisso in una suite del già citato Grand Hotel Da Vinci, lo si vede spesso in compagnia della precedentemente menzionata scrittrice Maria Cristina Maselli, sua grande amica, che ha una casa nella vicina Montefiore Conca. Chissà che prima o poi non scrivano qualcosa insieme?

Maria Cristina Maselli e Niky Marcelli ad una festa al Grand Hotel Da Vinci.

Grazie anche al festival Cesenatico Noir, organizzato dal giallista e giornalista Rai Stefano Tura, corrispondente da Londra ma cesenaticense di nascita, anche altri scrittori si stanno affacciando sul Porto Canale. Sono stati ospiti della kermesse, tra gli altri, Alessia Gazzola, Carlo Lucarelli, Barbara Baraldi, Chiara Moscardelli, Sandrone Dazieri, Ilaria Tuti e Bjorn Larsson.

Alessia Gazzola
Carlo Lucarelli
Bjorn Larsson
Stefano Tura
Barche d’epoca alla fonda nel Porto Canale.

 

 

 

Pubblicato da gossipgirl

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