L’uomo con due orologi

Lo scrittore Niky Marcelli

Non solo Panama (o Fedora in inverno)! Il dandissimo scrittore Niky Marcelli è noto per un altro segno distintivo: indossa sempre due orologi. Un vezzo piuttosto curioso a cui non viene meno dalla fine degli anni Ottanta, precisamente – a quanto ci rivela – da millenovecentoottantotto.

A questo punto, ci siamo incuriositi anche noi e gli abbiamo chiesto lumi.

Li indossi perché hai paura di arrivare in ritardo?

No, perché uno tiene d’occhio l’altro!

Tutto qui?

Questa è la versione corta della storia, ma se vuoi ne ho anche una più lunga e più aderente ai fatti.

Abbiamo un po’ di tempo…

Bene, si può dire che, in origine, c’è una storia d’amore. C’è stato un lungo periodo, diciamo per quasi tutti gli anni Ottanta, durante il quale – pur avendo diversi orologi in giro per i cassetti – non ne portavo nessuno al polso. Forse il tempo non aveva molto significato per me, oppure li avevo rotti quasi tutti sbattendo in giro, cadendo magari dalla moto…

Ti regolavi con il movimento del sole?

No, con i passanti. Avvicinavo un tizio e gli domandavo: “Scusi, che ora è?”

E poi ti sei innamorato di un’orologiaia?

Poi mi sono innamorato di una ragazza di Grosseto che, vedendo il mio polso nudo, mi ha regalato un suo orologio di plastica, che ho ancora. E’ bianco e i numeri sono formati da omini colorati.

Uno Swatch?

Gli Swatch non li avevano ancora importati, ma ne esistevano già delle imitazioni. Io li avevo conosciuti – o meglio, avevo conosciuto lo Jelly Fish – perché molti miei amici di Milano andavano a comprarli in Svizzera. Devo dire che mi piacevano molto, infatti ora ne ho una discreta collezione.

Quello con gli omini è uno, ma l’altro?

Ci sto arrivando. Poche settimane dopo che mi era stato regalato l’orologio con gli omini, è iniziata l’importazione degli Swatch e ne ho subito comprato uno. Per non fare un torto alla mia ragazza, ho passato il suo sull’altro polso. Ed ecco nata la “leggenda”, per così dire…

Però adesso non porti più quell’orologio…

Se è per questo non sto nemmeno più con quella ragazza, anche se siamo tutt’ora amicissimi. La situazione si è evoluta – diciamo così – su “due binari”.

Con la ragazza o con gli orologi?

Con gli orologi, ovviamente. Ad un certo punto ho deciso di recuperare e restaurare tutti gli orologi che erano sparsi in giro per casa e che erano stati dei miei nonni, o dei miei zii, o di mio padre… Una mezza dozzina di pezzi, anche piuttosto rimarchevoli. Contemporaneamente ho iniziato a collezionare gli Swatch, accantonandone un certo numero. Mi piacevano tutti, così ho iniziato ad indossarli a rotazione, portando a sinistra un pezzo d’epoca e a destra uno di plastica. La questione aveva anche uno scopo pratico, perché i “cipolloni”, data la non più tenera età, ogni tanto perdevano qualche colpo. L’orologio moderno sull’altro polso – appunto – “li teneva d’occhio”.

Non mi pare di vedere uno Swatch al tuo polso, in questo momento. A nessuno dei due…

Quella che gli storici, tra qualche decennio, chiameranno “l’epopea marcelliana degli Swatch” è terminata pochissimi anni fa. Ma bisogna fare un passo indietro e parlare di un’altra ragazza. Per la precisione, una ragazza di cui – diversi anni dopo – ero perdutamente innamorato e che mi regalò uno Swatch di metallo, con il cinturino in pelle. Qualcosa di molto simile ad un orologio tradizionale, insomma. Trovava disdicevole che io girassi, a quei tempi, con uno Swatch Kamasutra, con gli indiani che si inchiappettavano in campo blu. Io lo trovavo, invece, piuttosto ironico. Ma siccome ero innamorato, misi al polso quell’orologio – diciamo così – “borghese” e non me lo sono più tolto – anche dopo che l’innamoramento era finito –  finché non ha tirato definitivamente le cuoia. Putroppo, questo genere di oggetti, quando si rompono, non si possono più riparare, Cosa che mi ha molto rammaricato, per altro. Invece di rispolverare gli altri orologi di plastica svizzera, a rischio che facessero la stessa fine, ho preferito sostituirli, a rotazione, con altri – riparabilissimi – segnatempo d’epoca della mia collezione. Ed eccoci qui.

Oltretutto, devo dire che è molto comodo quando sei al telefono: Puoi consultare l’ora a prescindere da con quale mano tieni la cornetta attaccata all’orecchio.

E non temi che, non avendo più un “sorvegliante” moderno,  gli orologi “vecchiotti” possano perdere qualche colpo senza che te ne accorgi?

Fortunatamente hanno inventato i telefoni cellulari. Ogni mattina, quando do la carica ai miei “vecchi gentiluomini”, controllo prima l’ora sul display!

 

 

 

Pubblicato da gossipgirl

Le brave ragazze vanno in Paradiso, ma le ragazzacce si intrufolano dappertutto!